ELITE SPORT PERFORMANCE

NEUROATLHETIC TRAINING E COACHING.

Lo Sport d’Elite sta cambiando. Non è una moda ma una spinta verso una nuova evoluzione dettata da una forte necessità di migliorare costantemente le Performance.

Il nostro team nel corso degli ultimi anni ha verificato quanto una prestazione sportiva viene influenzata da elementi spesso trascurati o completamente non gestiti dall’atleta. Gli studi e le casistiche di enorme successo ci hanno permesso di mettere in pratica un modello di “allenamento” dove sia la mente che il corpo riescono a raggiungere performance al TOP.

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PREPARAZIONE ATLETICA N.A.T.

Preparazione atletica disegnata ad-hoc per le specifiche esigenze dell’atleta.

Il fondamento dell’allenamento Neuro Atletico è lo studio avanzato della neurologia. Il sistema nervoso centrale di ogni individuo ha caratteristiche proprie: il N.A.T. offre la possibilità di valutare in tempo reale se tali caratteristiche “rappresentano” un sistema ben integrato e quindi efficiente.

. MAX BELPULSI Z Health advanced practitioner
MENTAL COACHING

Una grande prestazione passa sempre attraverso l’allenamento della mente.

Attraverso il coaching sportivo i risultati delle performance di un atleta possono aumentare anche del 70%. La gestione di pressioni, preoccupazioni, dubbi e paure creano uno stato di stress elevato e prolungato che vanno a discapito della prestazione. Attraverso l’allenamento mentale e tecniche avanzate di coaching il risultato sarà di performance al TOP.

NEUROATHLETIC TRAINING

La ri-evoluzione della preparazione atletica attraverso esercizi “architettati” scientificamente.

Neuroathletic Training: La ri-evoluzione della preparazione atletica.
Il neuroathletic training (training neuro atletico) è la ri-evoluzione della preparazione atletica, un approccio che enfatizza lo stimolo e l’utilizzo di cervello e Sistema Nervoso Centrale come forze motrici delle prestazioni sportive.

Connessione tra il cervello e il corpo: Ripristina una migliore efficienza motoria.
Il NAT rivoluziona l’allenamento dell’atleta concentrandosi sulla connessione tra il cervello e il corpo, migliorandone le “mappe” comunicative e le capacità di elaborazione, valutazione e integrazione dei segnali da parte del Sistema Nervoso Centrale per ripristinare una migliore coordinazione, agilità ed efficienza motoria.

GPS neurale attraverso esercizi “architettati” scientificamente.
Attraverso esercizi “architettati” scientificamente, gli atleti sono in grado di ripristinare il proprio «GPS neurale» acquisendo giorno dopo giorno una migliore capacità di reazione alle situazioni imposte dal proprio sport, riappropriandosi così della propria coscienza corporea diventando “davvero” più forti, più veloci, più agili e, soprattutto, sbarazzandosi dei dolori ritenuti “inevitabili“.

ATLETI D’ELITE

IL «SOFTWARE DEL MOVIMENTO»

Gli atleti d’elite sono quelli che si muovono perfettamente e sono dotati del miglior ”Software del Movimento“ nel cervello. Questo significa il miglior segnale in ingresso dalla periferia del corpo ma anche la migliore capacità di elaborazione e integrazione.

Per creare le massime prestazioni senza infortuni, il fondamento è una mappatura chiara e precisa del movimento, che necessita di costanti e continui segnali in ingresso dalla periferia del corpo dai suoi 3 grandi sistemi: Visivo, Vestibolare e Propriocettivo.

Una migliore capacità di elaborazione, valutazione e integrazione di questi segnali da parte del Sistema Nervoso Centrale (SNC) determinerà output motori qualitativi con relative prestazioni di alto livello.

IL N.A.T. E L'ALLENAMENTO DELLA VISTA

«La vista è un processo interattivo dinamico della funzione motoria e sensoriale, mediata dagli occhi ai fini dell’organizzazione simultanea di postura, movimento e orientamento spaziale, per la manipolazione dell’ambiente e, al suo massimo grado, di percezione e pensiero».

Dr. William Padula

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Quello visivo è da sempre il sistema sensoriale dominante negli esseri viventi. Il 70/90% degli input sensoriali ricevuti da un atleta arriva dal sistema visivo.

Ogni occhio contiene approssimativamente 1.000.000 di “assoni” (fibre nervose), lo stesso numero di fibre nervose contenute nel tratto corticospinale che è responsabile del 90 % dei nostri movimenti volontari.

E’ necessario considerare sia l’aspetto biomeccanico del sistema visivo, cioè i numerosi muscoli che fanno parte dello stesso, sia l’aspetto neurologico, cioè l’interpretazione dei segali che arrivano dagli occhi da parte del cervello.

Quindi la “vista” è un sistema complesso di abilità che vanno allenate e implementate.

MOVIMENTO DEGLI OCCHI

Come ogni altro muscolo del corpo gli occhi funzionano meglio quando sono forti, flessibili, mobili e coordinati. Solo cosi il segnale trasmesso al cervello sarà “pulito” e genererà un buon segnale in uscita che, unito a quelli del sistema vestibolare e di articolazioni e muscoli del corpo, genererà un movimento di ottima qualità.

CHIAREZZA DEL SEGNALE

E’ importante avere chiarezza del segnale anche quando gli oggetti che guardiamo sono in movimento; il segnale in entrata deve essere chiaro sia staticamente che dinamicamente.

PROFONDITA’ (PERCEZIONE)

Dobbiamo essere in grado di sapere dove un oggetto si trova rispetto al mondo che lo circonda. La scarsità o la perdita di questa qualità ha profonde implicazioni su movimento e postura del nostro corpo, impattando il sistema della propriocezione.

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VISIONE PERIFERICA

Consiste nell’abilità di vedere ciò su cui la nostra vista non si concentra.

In moltissime discipline sportive, comprese quelle che hanno come caratteristica principale l’endurance, la visione periferica gioca un ruolo fondamentale fino a diventare una delle più importanti qualità da acquisire.

La sua mancanza ovvero la sua diminuzione durante un’attività sportiva, causano un deterioramento del segnale trasmesso al cervello che, non riconoscendo più l’ambiente circostante, attiva meccanismi di protezione che originano intervento diretto su movimento, respirazione, battito cardiaco, diminuendo la performance a favore della “sopravvivenza” dell’organismo dell’atleta.

IL N.A.T. E L'ALLENAMENTO DELL'EQUILIBRIO

Che cos’è l’equilibrio?

E’ l’abilità di mantenere il centro di massa del proprio corpo sopra la sua base di appoggio. Un sistema di equilibrio propriamente funzionante permette all’essere umano di vedere in modo chiaro mentre si muove, identificare l’orientamento rispetto alla gravità, determinare direzione e velocità del movimento e produrre aggiustamenti automatici per mantenere postura e stabilità in condizioni e durante attività diverse tra loro.

L’equilibrio viene raggiunto e mantenuto da un insieme complesso di sistemi di controllo sensomotori che comprendono input sensoriali visivi, vestibolari (movimento, equilibrio, orientamento spaziale) e propriocettivi; l’integrazione tra informazioni “in arrivo” (input) e informazioni motorie “in uscita” (output) verso occhi e muscoli del corpo.

Un sistema di gestione dell’equilibrio compromesso può rendere attività quotidiane “semplici” estremamente faticose (se non addirittura pericolose) a causa di sintomi come vertigini, tinnitus, problemi alla vista, difficoltà nella concentrazione.

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Il sistema di gestione dell’equilibrio comprende una complessa serie di processi di controllo che possono essere raggruppati in due sistemi distinti ma interdipendenti:

  • il sistema di stabilizzazione dello sguardo mantiene la direzione dello sguardo degli occhi e l’acutezza visiva durante le attività che coinvolgono i movimenti attivi della testa e del corpo. Stabilizzazione dello sguardo e il sistema del riflesso vestibolo-oculare (VOR) sono spesso visti come sinonimi, anche se il VOR è solo una componente della stabilizzazione dello sguardo.
  • il sistema di stabilizzazione posturale mantiene il corpo in equilibrio mentre un individuo si alza e si muove attivamente nella vita quotidiana

Sguardo e stabilità posturale sono distinti perché si basano su informazioni provenienti da sensi diversi, reazioni motorie di diverse parti del corpo e sono mediati da diversi percorsi cerebrali. I due sistemi sono, tuttavia, interdipendenti perché la stabilità dello sguardo non è possibile a meno che il corpo su cui girano testa e occhi sia stabile e perché una visione accurata, che dipende dalla stabilità dello sguardo, è un input sensoriale critico al controllo posturale.

IL N.A.T. E L'ALLENAMENTO DELLA RESPIRAZIONE

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  • Ritardo insorgenza Metaboloreflex
  • Diminuzione percezione di fatica
  • Miglioramento postura ed equilibrio
  • Minor rischio di frattura costole
  • Aumento del comfort durante i cambi di postura
  • Aumento del comfort respiratorio con indumenti a compressione
  • Accrescimento stabilità del “core“ e della Colonna vertebrale
  • Minor indebolimento/decremento della prestazione a causa dell’equipaggiamento
  • Maggiore capacità decisionale durante i momenti di difficoltà respiratoria
  • Maggiore sincronismo respirazione – movimento

QUANDO SI UTILIZZA IL N.A.T.

ALLENAMENTO

Ottimizza i tre grandi sistemi (periferia del corpo) di input dell’atleta che sarà così in grado di usare gran parte del proprio potenziale inespresso: atleticamente, mentalmente, tatticamente.

PREVENZIONE

Migliora i tre sistemi di ingresso dei segnali del corpo umano: 1.sistema visivo (occhi: sport vision training) 2.sistema vestibolare (orecchio “interno”: balance training) 3.sistema propriocettivo (recettori nelle articolazioni, tendini, muscoli, pelle: raccoglie i dati da tutte le terminazioni nervose e fornisce al cervello le informazioni necessarie per muoversi tridimensionalmente nello spazio) abbassando od eliminando ” minacce ” per il cervello e, conseguentemente, la possibilità’ di provocare infortuni autoindotti.

RIABILITAZIONE

Riduce i tempi dell’infortunio, previene gli infortuni di follow-up, i percorsi di compensazione e i “plateau di prestazione“ dopo la riabilitazione, colma il gap tra il training per la riabilitazione e la preparazione atletica vera e propria, risolve il dolore cronico e l’insufficiente prestazione.

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IL NAT in fase di riabilitazione

La mappa del movimento nel cervello:

  • Dopo un infortunio gli atleti hanno “punti ciechi“ (software bug) nella mappa del movimento derivanti da un ingresso di un segnale poco chiaro al cervello proveniente dalla zona lesa;
  • Quando non si migliora il ‘bug’ nel software di movimento esiste un rischio più elevato di incorrere di nuovo in infortuni, sviluppando modelli di compensazione e “plateau“ di prestazioni;
  • La mappa del movimento ha bisogno di un aggiornamento giornaliero del software tramite l’ingresso di segnali chiari dai tre grandi sistemi.

Z-HEALTH SPECIALISTS

USARE IL CERVELLO, FISSARE IL CORPO
Z-Health è un sistema di allenamento rivoluzionario che migliora la connessione tra cervello e corpo.

ESERCIZI BASATI SULLA NEUROLOGIA APPLICATA
Attraverso esercizi brevettati e scientificamente sviluppati, la performance dell’atleta migliora aumentandone forza, velocità ed endurance.

GAIN WITHOUT PAIN
Z-Health ha dimostrato non solo di produrre progressi incredibili nelle prestazioni, ma anche di farlo senza causare dolori e lesioni,  comuni in altre modalità di allenamento. Ancora di più, Z-Health migliora il dolore regresso con cui gli atleti combattono quotidianamente.

RISULTATI PROVATI
Il metodo Z-Health viene insegnato e utilizzato da migliaia di allenatori e atleti/sportivi da tutto il mondo. In U.S.A. viene costantemente applicato da atleti della NBA, della NFL, della MLB e Olimpionici di varie discipline.

Z-Health modello di sviluppo atletico

Z-Health pone l’atleta e il suo sistema nervoso al centro del suo metodo allenamento. Nello schema sottostante, si nota come Z-Health si concentri su 9 aree di intervento specifiche. Ogni area è fondamentale per raggiungere la massima performance.

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